FLASH NEWS

a cura della Segreteria Organizzativa Nazionale SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie

giovedì 28 novembre 2013

SIMG per Influenza 2013

Roma, 11 nov.(Adnkronos Salute) - Il picco dell'influenza arriverà tra un mese, ma dal 14
ottobre al 3 novembre (dati Influnet) il virus ha messo 'ko' oltre 89 mila persone nel
nostro Paese e altre 499 mila sono state colpite dalle cosiddette sindromi respiratorie
acute. A fare il punto è il primo bollettino stagionale della Società italiana di medicina
generale (Simg). "La prevenzione rimane la vera arma vincente - afferma il presidente
Simg Claudio Cricelli - l’obiettivo è estendere l’immunizzazione all’80% delle categorie a
rischio". La Simg prevede sono 4,5 mln di casi. "Attualmente - aggiunge Cricelli - sono in
aumento le sindromi para-influenzali, ovvero le sindromi respiratorie acute causate da
adenovirus, rinovirus e coronavirus, anche complici gli ‘sbalzi’ delle temperature".
Secondo la Simg "per tutte le categorie a rischio è il momento di rispondere e aderire
all’appello dei medici di famiglia, ovvero sottoporsi alla vaccinazione. Vogliamo
raggiungere con il vaccino - avverte Cricelli - almeno l’80% della popolazione 'fragile', in
particolare malati cronici, anziani e bambini, sui quali anche un virus debole può avere
conseguenze pesanti. L’ importante non banalizzare i sintomi - continua il presidente
Simg - visto che ogni anno si registrano circa 8 mila decessi attribuibili alle complicanze
dell’influenza. Senza dimenticare l’aspetto dei costi: un giorno di ospedalizzazione per il
Servizio sanitario nazionale (Ssn) rappresenta un esborso tra i 400 e i 600 euro. Il nostro
consiglio è ricorrere all’immunizzazione, fino a fine dicembre, termine ultimo indicato dal
ministero della Salute”.
"Dalla 42esima settimana (14 ottobre) - afferma Aurelio Sessa, presidente regionale
Simg Lombardia e medico sentinella – è iniziato il lavoro di sorveglianza epidemiologica
e virologica che vede impegnati più di mille medici di medicina generale e pediatri di
famiglia, i medici sentinella, che monitorano l’andamento e l’impatto che l’influenza avrà
sulla popolazione italiana. La Simg - suggerisce Sessa - riprende, come ogni anno, la
pubblicazione sul sito web il bollettino settimanale dell’influenza e rivolto a tutti i medici di
medicina generale e a quanti sono interessati agli aspetti epidemiologici".
I dati provengono dalla rete Influnet sia per i casi di Ili (influenza-like illness) che quelli
relativi alle Ari (acute respiratory illness). Secondo la Simg le previsioni per quest’anno
indicano una stagione influenzale meno pesante. "Stimiamo – osserva Cricelli – un
numero complessivo di casi di influenza in Italia vicini ai 4 milioni, contro i 6,5 mln
registrati lo scorso anno. Questo perchè i virus dovrebbero essere più simili a quelli della
passata stagione. Molto però - conclude - dipenderà dalle temperature, dal momento che
il freddo intenso e prolungato favorisce appunto la maggiore circolazione dei virus

SIMG in Cina

Ci sono anni di lavoro, di fatica, di ricerca nei quali si rischia di perdere il senso di ciò che si sta facendo. Si può arrivare a pensare che tutto sia inutile, scontato... poi un giorno arriva in SIMG questa mail da Ario Ruprecht che, con Giovanni Invernizzi, è stato l'anima e il motore del Laboratorio di Ricerche Ambientali della SIMG. Eccola:

Qualche mese fa, il Comune di Milano ricevette una visita da parte di una delegazione del Ministero della protezione Ambientale Cinese e in quell'occasione il Comune presento' una breve relazione sulle ricerche, ancora in corso allora, sul miglioramento dell'aria all'interno della zona a traffico limitato AREA C.
A seguito di quell'incontro il Comune ha ora ricevuto la richiesta di partecipare ad una Conferenza a Hangzhou per presentare i risultati finali e poi ad un'intervista sui media organizzata dal suddetto Ministero in Pechino (Vehicle Emission Control Center)
In rappresentanza del Comune di Milano, come AMAT, ci andra' l'ing. Silvia Moroni, nostra cara amica con la quale Giovanni ed io abbiamo fatto tutte le analisi e preparato la relazione finale.
Naturalmente non manchera', in tutte le occasioni, di menzionare il fatto che la ricerca e' stata effettuata in collaborazione con il Laboratorio di Ricerche Ambientali della SIMG.
Venerdi' ci vediamo per mettere a punto i dettagli della presentazione alla Conferenza
Giovanni ne sarebbe stato felicissimo....non avremmo mai pensato di andar cosi' lontano!
Ciao
Ario

Tutta la SIMG è orgogliosa di loro

martedì 26 novembre 2013

Articolo del Presidente Cricelli sul Sole 24ore Sanità


corso Basic Life Support a Crotone





Il Corso di Formazione coordinato dal SUEM 118 si terrà a Crotone il 25-01-2014 nella Sala Convegni  Italsistemi, con rilascio di diploma di idoneità e attestato ECM.
AL CORSO SONO STATI  ASSEGNATI N. 7 CREDITI ECM



Nella vita di tutti i giorni può capitare a chiunque di trovarsi di fronte a situazioni a rapida evoluzione, che mettono a repentaglio la sopravvivenza di un individuo: eventi traumatici( incidenti stradali,incidenti sportivi, infortuni sui luoghi di lavoro) o fenomeni legati alla presenza di patologie a carico dei principali organi e apparati( cuore e circolazione, vie aeree e polmoni,cervello,apparato digerente).

Queste situazioni possono dare luogo a quello che viene comunemente indicato come morte improvvisa.

La morte improvvisa può essere attribuita a cause traumatiche quali, ostruzioni delle vie aeree, annegamento, avvelenamento, folgorazione, ustioni, traumatismi e cause non traumatiche quali insufficienza respiratoria, infarto del miocardio, aritmie e fibrillazione ventricolare, arresto cardiaco, emorragia digestiva, perdita di coscienza.

E’ stato dimostrato che a fronte di tali situazioni le probabilità di sopravvivenza dell’individuo aumentano notevolmente se vengono attuate quelle manovre atte a mantenere le funzioni respiratoria  e circolatoria e viene dato rapidamente l’allarme per un soccorso avanzato.

La rianimazione cardio-polmonare, costituisce la misura principale di mantenimento in vita tra quelle elementari utilizzate, quando le attività cardiaca e polmonare di un paziente si sono interrotte.

La SIMG Provinciale di Crotone ha organizzato per i soci,  un Corso di Formazione B.S.L.-D con l’obiettivo di migliorare le manovre di rianimazione di base e  velocizzare l’applicazione e l’attivazione del  defibrillatore semiautomatico, per garantire una risposta  immediata  al momento in cui si presentano eventi pericolosi per la vita, che se correttamente eseguite possono contribuire ad abbattere notevolmente la mortalità per arresto cardiaco e/o arresto respiratorio.


 
Riferimento: :talerico.pasquale@simg.it

Il dolore cronico nelle neuropatie dolorose: aspetti clinici e novità terapeutiche in tema di neuropatie amiloidosiche familiari e altre neuropatie con base dismetabolica

30 NOVEMBRE 2013—ore 09.00
con il Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno Infantili Largo Daneo, 3— 16132 GENOVA— Tel.: 010 353 7077 - Fax: 010 353 8639 GE.


GENOVA—BIBLIOTECA BERIO — SALA CHIERICI
Via del Seminario, 16

09.00 Benvenuto ed Introduzione G.L. Mancardi (Genova)
09.15 Lettura Magistrale - Bioetica del dolore A. Primavera

I Sessione
Il dolore cronico: meccanismi fisiopatologici
Modera: L. Zappi (Genova)
10.15 Fisiopatologia del dolore cronico
M. Leandri (Genova)
10.45 Diagnosi clinica e strumentale del dolore cronico
A. Schenone (Genova)


II Sessione
Diagnosi e terapia del dolore cronico
Modera: A. Primavera (Genova)
11.45 Il dolore cronico: il ruolo del Medico di Medicina Generale alla luce della legge 38 del 2010
V.M. Messina (Genova)
12.15 La terapia del dolore cronico
S. Palermo (Genova)
12.45 Le neuropatie dolorose: nuove pro-spettive terapeutiche nelle neuropa-tie dismetaboliche e amiloidosiche
M. Grandis
13.15 Conclusione, saluti e chiusura del simposio
A. Schenone


UNAMSI: Premio IPPOCRATE 2013 per la Ricerca

L' Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione: http://unamsi.it/

in occasione della cena di Natale del 11 dicembre,  assegnerà il Premio IPPOCRATE 2013 per la Ricerca ad Ario Alberto Ruprecht e a Giovanni Invernizzi, dirigente SIMG prematuramente scomparso in tempi recenti.
Ad ambedue i complimenti per il loro lavoro e gli auguri per il prestigioso riconoscimento.
 
Giovanni univa ad una grande preparazione una passione ed una umanità inarrivabili.
Una delle più belle persone che si potesse avere il pregio di incontrare. 
Sarebbe felice di questo riconoscimento. tutta la SIMG è felice con lui.

domenica 24 novembre 2013

martedì 19 novembre 2013

Il tempo delle ...mele di Gerardo Medea (Consiglio Nazionale di Presidenza SIMG)

Riportiamo di seguito l'Editoriale della Rivista SIMG n° 4/2013

Quando negli anni ’80 cominciai la professione di medico di famiglia, il mio terrore (nel caso dell’edema polmonare acuto ... un vero incubo) era imbattermi al domicilio del paziente in una delle tante e temibili emergenze mediche.E non c’era settimana che ciò non avvenisse realmente, tant’è che era imperativo rifornire quasi giornalmente la piccola – ma a suo modo esaustiva – farmacia contenuta nella mia borsa da medico.
In ambulatorio poi l’emergenza era fronteggiare il presente, gestire e risolvere le acuzie quotidiane adattando l’attività ai bisogni contingenti espressi dai pazienti.
Certo esistevano anche allora i pazienti ipertesi, diabetici, broncopneumopatici, ma non era la loro malattia cronica a emergere bensì i loro possibili quanto frequenti problemi acuti o qualcuna delle loro pericolose complicanze.
In cinque lustri non rimane più nulla di quel mondo, poiché sono cambiate le malattie, sono cambiati i farmaci per curarle, sono cambiati i pazienti e soprattutto sono cambiati (o comunque lo stanno facendo, obtorto collo, in questi anni) i medici, in particolare quelli delle cure primarie.
Il cambio di paradigma è stato così radicale che molti di noi, forse perché impreparati culturalmente o forse solo perché fiaccati da una professione che non ci ha restituito soddisfazioni equivalenti all’impegno e all’entusiasmo in essa profusi, hanno cominciato a manifestare sintomi di scoramento: qualcuno resiste a denti stretti, altri hanno rinunciato a qualsiasi tentativo di adattamento anticipando la pensione, qualcuno ha sviluppato una sindrome da burn-out.
Ma c’è stato anche chi, senza tentennamenti, ha cavalcato e in un certo senso anticipato l’onda del cambiamento.
Gestire i malati cronici (l’80% del quotidiano lavoro di un medico di medicina generale [MMG]) richiede, infatti, la concatenazione di treelementi: conoscenze, strumenti professionali e organizzazione. Occorre poi che il processo di cura, sul singolo come su gruppi di pazienti,sia sistematicamente monitorato con indicatori di processo e di esito, oltre che economici affinché i professionisti possano ricevere stimolial miglioramento continuo e gli amministratori utili indicazioni programmatorie. E per ultimo, ma non per importanza, è necessario definireun salario in parte agganciato ai risultati, all’appropriatezza e all’intensità delle cure erogate.
Formazione continua, cartella clinica strutturata per problemi (cartacea prima, elettronica poi), strumenti per l’audit e la valutazione singola e di gruppo, reti professionali, personale di studio, sono termini che fanno parte oramai del patrimonio culturale collettivo dei MMG italiani.
Ma quando, circa 30 anni fa, in tempi non sospetti, e con forte capacità anticipatoria, la Società Italiana di Medicina Generale cominciò a porre queste necessità all’attenzione della professione, nata con la riforma del 1978 sulle ceneri del sistema mutualistico, per molti si trattava di eresie, associate a un pizzico di follia divinatoria, e perciò magica e inattendibile.
Quei MMG (non pochi per fortuna) che hanno però creduto in quella “eresia”, hanno cominciato e continuano a rinfrescare le loro conoscenze mediche, fanno riferimento alle migliori conoscenze scientifiche, applicano le linee guida più accreditate, utilizzano strumenti informatici evoluti per la gestione e il monitoraggio dei cronici, hanno disegnato nei loro studi avanzati modelli organizzativi sfruttando lerisorse (assai modeste) messe a disposizione dal Contratto Collettivo Nazionale oppure in molti casi investendo del proprio. Non mancano
poi i medici di famiglia che fanno ricerca clinica ed epidemiologica di alta qualità e impact factor. 

Manca però ancora la volontà di trasformare in “sistema” queste eccellenze.
Nel novembre 2012 il Ministro Balduzzi ha riformato l’articolo 8 della del Dlgs 502/92 (riordino delle cure primarie), nel quale la novità più grossa è l’obbligatoria partecipazione a gruppi organizzati di MMG (AFT o UCCP), con l’obiettivo forse più di rafforzare il territorio in tema di gestione delle acuzie/urgenze piuttosto che delle cronicità. Anche se nello specifico le Regioni potranno impiegare personale dipendente presso le nuove strutture multi professionali e stipulare accordi per l’erogazione di specifiche attività assistenziali per i pazienti cronici.
Nel decreto però prevalgono le ombre (assenza di risorse economiche), rispetto alle luci (restyling organizzativo delle cure primarie). Nulla è ancora accaduto di quanto era stato decretato. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge si doveva procedere all’adeguamento delle convenzioni, limitatamente agli aspetti organizzativi. Decorso il termine il Ministro della Salute, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze doveva emanare disposizioni attuative.
Nil est dictu facilius!
Nel frattempo alcune Regioni (Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia e poche altre) stanno proponendo ciascuna un proprio modello di governo delle patologie croniche, in cui, a parte i buoni propositi generali (presa in carico dei cronici, spostamento dell’asse dell’assistenza dall’ospedale verso il territorio, efficienza) esprimono opinioni spesso assai divergenti su come i MMG debbano concretamente diventare i protagonisti in tema di gestione della cronicità. Noi a tal proposito abbiamo le nostre convinzioni, in verità già più volte enunciate, e la
pretesa di fornire qualche buon consiglio per chi avrà il pregio di ascoltarlo.
Non è più demandabile il potenziamento organizzativo delle cure primarie. Queste ultime devono essere trasformate da un sistema a bassa a uno ad alta intensità di cure. Solo così si potrà far fronte ai nuovi bisogni derivanti dalla riduzione dei posti letto, dalla de-ospedalizzazione precoce, e dal crescente numero di persone con disabilità e fragilità.
Il riassetto, in assenza di risorse aggiuntive, potrebbe considerare anche ipotesi alternative quali quella di ridurre il numero dei MMG, aumentando (a isorisorse) quello del personale di studio, invertendo quell’infelice rapporto medici/infermieri che vede la Medicina Generale italiana agli ultimi posti in Europa. Oppure anche di affiancare ai medici di famiglia quelli di continuità assistenziale sottraendoli a un’attività professionale spesso avvilente o improduttiva. Ne verrebbe a guadagnare la medicina d’iniziativa, il governo dei malati cronici, le cure
domiciliari ai malati terminali. Il modello toscano da questo punto di vista ci insegna che è praticabile, efficace ed esportabile.
AFT e UCCP, oggi sulla carta solo scatole vuote di contenuti e proposte professionali, sono un’opportunità per sperimentare iniziative di integrazione ospedale-territorio sulla scorta di modelli già sperimentati dalle Agenzie Sanitarie Americane come il Kaiser Permanente. Tutti i MMG italiani devono essere dotati di sistemi elettronici (Clinical Decision Support System, cruscotti di governance) per valutare l’appropriatezza e il raggiungimento dei risultati di cura per singolo paziente e per singole patologie, onde innescare un circolo di miglioramento
continuo.
Tali risultati devono essere condivisi in una rete professionale multilivello, i cui dati devono essere gestiti con meccanismi botton-up per la ricerca clinica sul campo, l’audit e il governo clinico. Gli stessi strumenti devono essere messi a disposizione dei Direttori di Distretto.
Quest’ultimo deve diventare cuore (e mente) del governo della cronicità oltre che della prevenzione primaria e secondaria.
È inaccettabile, infine, che a fronte di una strategia così ampiamente condivisa che enfatizza lo spostamento dell’asse dell’assistenza dall’ospedale al territorio, in cui la presa in carico dei cronici è l’obiettivo qualificante, vi sia una politica del farmaco che preclude alla Medicina Generale la possibilità di prescrivere farmaci innovativi (ad esempio, nuovi anticoagulanti orali e incretine) destinati proprio alla cura dei malati cronici.
Sono i nostri convincimenti, ma sono anche le nostre “sfide”.
C’è ne sarebbe anche un’ultima, forse la più osteggiata.
Ci chiediamo, infatti, perché termini come “cambiamento, qualità delle cure, eccellenza nei comportamenti professionali, trasparenza”, facciano fatica a entrare nel vocabolario della nostra professione o meglio più correttamente in quello di chi dovrebbe incardinare tali termini nei contratti e negli accordi collettivi nazionali o regionali.
I medici di famiglia, come altri professionisti, non sono tutti eguali e non c’è accordo collettivo nazionale-regionale che possa annullare queste disuguaglianze.
Alcuni di Voi forse ricorderanno che, sempre negli anni ’80, spopolò nei cinema di tutta Europa il film “Il tempo delle mele” con la splendida Sophie Marceau. Raccontava delle turbolenze del passaggio dall’infanzia all’adolescenza in parallelo con la crisi di una coppia quarantenne. Tra crisi esistenziali, turbamenti, litigi e ri-innamoramenti, giovani e meno giovani si adattavano alle trasformazioni che la vita gli imponeva diventando infine e per davvero “adulti” e “maturi”. Anche per la Medicina Generale Italiana è “Il tempo delle mele”. Tempo di
trasformazioni radicali, di rapidi e ineludibili adattamenti a nuove situazioni, di scelte complesse, di opportunità da sfruttare.
 È tempo perla Medicina Generale di diventare adulta e matura e dunque di diventare finalmente protagonista del proprio futuro.
“Il tempo delle mele” per la Medicina Generale ... e “tempi duri” per le mele marce.

mercoledì 13 novembre 2013

Area Dolore & Cure Palliative: provocazione e innovazione proiettate nel futuro - al 30° Congresso SIMG

BallaròDolore: un luogo di confronto aperto sull’attualità politica della Medicina Generale e il futuro prossimo delle due Reti di Terapia del Dolore e  delle Cure Palliative in Italia.

Sarà un  dibattito a tutto campo con i principali protagonisti della politica sanitaria italiana. Il confronto si snoderà attraverso il contributo di “cartelloni stimolo” con i risultati del Progetto SIMG “ TESEO”,  che sta suscitando vivo interesse tra gli operatori del settore e anche dei politici, ed ha dato l’avvio ad una ricerca ministeriale (Arianna) che prenderà avvio in gennaio 2014.  Saranno presenti  il Presidente della Commissione Nazionale Dolore e Cure Palliative, un Direttore di Dipartimento interaziendale, la voce dei cittadini con la Presidente della associazione “vivere senza dolore”, il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia ( eccellenza del sistema sanità), Il Presidente della Fondazione Berlucchi che si è distinta in questi anni passati per gli  importanti contributi alla ricerca in campo oncologico ed infine la voce della Medicina Generale. Ognuno sarà chiamato ad una precisa responsabilità. Ora che tutti gli atti legislativi sono stati compiuti, ora che si conosce esattamente “chi deve fare cosa”, ora che le  Reti potrebbero essere realtà con il coinvolgimento pieno dei Medici di Medicina Generale, qualcosa pare “inceppato”… Si cercherà di comprendere  “chi non fa cosa “. Il Congresso lancerà in continuità con TESEO il progetto Arianna e TESEO II°.

ProcessoDolore: in Tribunale, due Avvocati, la Corte e un Giudice di eccezione per una sentenza affatto scontata: imputato  Break Through Cancer Pain, si alzi !
Grande confusione in tema di BTcP (Break Through Cancer Pain) tra gli Operatori del settore ! SIMG presenta i risultati parziali del Progetto TODO: molti medici di famiglia  non ne conoscono nemmeno l’esistenza, i Medici Specialisti trovano prevalenza che oscillano tra il 10 e il 70 % dei malati oncologici, le Aziende del farmaco investono in ricerca e abbiamo ben 5 prodotti in Italia che spesso vengono utilizzati in modo non appropriato pur essendo farmaci ad alto costo.  E’ necessario un confronto serio tra Medici e il palcoscenico è l’aula di un Tribunale dove sono rappresentati gli interessi di tutti: un Medico Specialista di chiara fama europea lancia che  il suo “j’accuse !” al mondo di chi vuole considerare il BTcP al pari di un qualsiasi altro tipo di dolore: diagnosticabile facilmente da tutti i medici, liberi di prescrivere farmaci costosi in modo non appropriato. E’ una accusa pesante e nemmeno troppo velata ad interessi che travalicano da parte di qualcuno anche l’etica. D’altra parte un Medico di Famiglia, che porta in modo trasparente i risultati del Progetto TODO, che presenterà una interessante App che SIMG ha progettato per aiutare i medici ad identificare e trattare il BTcP. Seguirà un dibattito ed il verdetto di una giuria popolare che sarà presieduta da un “non medico” che difende i diritti dei cittadini, veri bersaglio della mala praticva. Al termine un Giudice che risulta essere uno fra i maggiori esperti mondiali di BTcP darà la sua sentenza che non è affatto scontata e costituirà per tutti sarà la sorpresa finale.  Vi  è comunque attenzione sufficiente perché TODO sia il punto di partenza per un nuovo ciclo di audit.


ArteDolore:  un  cammino affascinante tra i grandi capolavori dell’arte per comprendere il mondo del dolore. Ci sarai anche tu con il tuo particolarissimo contributo:  l’ars curandi di Simg “La bellezza è negli occhi di guarda”. Così si può sostenere che , mentre il concetto della bellezza subisce le influenze culturali , da un punto di vista organico l’area cerebrale coinvolta sembra essere uguale per tutti gli esseri umani. La disciplina che studia la correlazione tra cervello e la sua attività di fronte a specifiche stimolazioni , come una opera d’arte, prende il nome di Neuroestetica.  Davanti ad una opera d’arte scatta un processo visivo per nulla passivo, ma attivo costruttore dell’immagine percepita e in grado di generare in noi quelle sensazioni di bellezza e piacere che le opere d’arte sono in grado di regalarci. L’arte ha un ruolo di primo piano nella cura della salute, come ha avuto modo di esprimere il filosofo Maritain che ne ha individuato la missione: “È il potere di guarigione e l’agente di spiritualizzazione più naturale di cui abbia bisogno la comunità umana”. Con l’aiuto di un appassionato esperto di _Neuroestetica , Medico Neurologo e Fisiatra, si percorrerà un cammino tra le opere d’arte che lungo i secoli hanno trattato il tema della sofferenza  e del dolore in modo più significativo. A ciascuna opera è correlata una attività progettuale che SIMG ha posto in essere nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative. Una sorta di ponte tra  “bisogno” rappresentato nell’opera e “risposta al bisogno” , stupenda opportunità che ci è offerta ogni giorno dall’ars curandi.  E infine la più antica delle arti, la  musica, accompagnerà le relazioni perché il  messaggio  possa  giungere là dove la parola non arriva.

Sai cosa sono le Cure Palliative ?  E’ tempo di  avere le idee più chiare  ! Dedicato alle nuove generazioni di Medici, ma non solo, è un mini-corso che farà chiarezza sui nuovi compiti che il Medico di Medicina Generale avrà nelle Cure di media/alta complessità ed a media/alta intensità. Paradigma sono le cure palliative offerte ai malati che “si stanno avvicinando” al confine alto della vita, per dirla come il filosofo Autiero. Non quindi cure destinate ai malati in fase terminale, né ai soli malati oncologici, ma a quella popolazione che il NHS (sistema sanitario inglese) ha invitato ad identificare: ai General Practitioner ha diffuso lo slogan: Find your 1% !. Le nostre ricerche SIMG (TESEO) indicano esattamente nell’1% la popolazione target con bisogni di cure palliative precoci (early palliative care), popolazione verso la quale sono indirizzati le raccomandazioni dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Docenti di alto livello per competenza e storicamente tra i fondatori delle cure palliative in Italia si alterneranno in una serie di topics irrinunciabili: Etica, Relazione, Clinica, Organizzazione. La didattica sarà improntata alle metodiche interattive utilizzando moderni sistemi di televoto che renderanno il corso accattivante e di sicuro interesse



Dolore del muscolo o dal muscolo ?  Saper prescrivere in modo appropriato i farmaci miorilassanti, saper identificare e infiltrare i punti Trigger. 
Abbiamo spesso dubbi nel trattamento del dolore muscolare. La sessione aiuterà ad applicare un metodo, che integra il metodo Compass, per scegliere in modo razionale e appropriato il miglior trattamento, in termini di efficacia, del dolore muscolare.   Saranno analizzati attraverso casi didattici i diversi tipi di     “Pain Generator” e i partecipanti saranno guidati da un algoritmo originale nella scelta dei farmaci cosiddetti “miorilassanti” oppure nella scelta di una terapia infiltrativa che potrebbe rientrare nelle competenze da acquisire dei Medici di Medicina Generale. Le tecniche di identificazione e infiltrazioni dei punti Trigger saranno illustrate con filmati didattici.               

martedì 12 novembre 2013

L'Area Metabolica presenta i suoi "Talk show" al 30° Congresso Nazionale SIMG


Talk show:
Gestire il paziente tiroideo in Medicina Generale:  Tutto ciò che avresti voluto sapere …e che non hai mai osato chiedere! Dall’ipo…all’iper con fermata obbligatoria sul “nodulo”: confronto dibattito interattivo tra pubblico ed esperti. 
Conduttore: Gerardo Medea
Partecipano:  Salvatore Corsello ,  Italo Paolini,  Enrico Papini, Berardino Vaira,  Corrado Artale
Paola Preziosa
Le patologie tiroidee sono tra quelle che più frequentemente richiedono l’intervento del MMG, sia per un disease management diretto sia per quello condiviso. L’alterazione della produzione ormonale è responsabile  di modificazioni metaboliche con inferenze sull’appetito, sulla affaticabilità,  sulla termogenesi, sulle funzioni cardio-vascolari, psichiche, intestinali, muscolari, sulla sfera sessuale e riproduttiva, ecc. Dai dati di Health Search  relativamente all’anno 2011, si evince che i disturbi della ghiandola tiroidea sono occasione di contatto medico-paziente causa specifica nel 2,34% di tutti i contatti. Nonostante questo, nella medicina generale italiana è diffusa la convinzione che la diagnosi e il trattamento delle patologie tiroidee rientrino tra le competenze specialistiche; per alcune è così, per altre il MMG ha le   le competenze per un corretto management nella maggior parte dei casi e quindi esse rientrano senz’altro nell’ambito degli interventi delle cure primarie.  Durante la sessione gli esperti faranno una carrellata sul management in MG delle tre principali patologie tiroide (ipo-ipertiroidismo e nodulo).
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Talk show: "Paura delle ipoglicemie? Parliamone". Dibattito interattivo (con il  supporto di innovative  tecnologie didattiche) tra pubblico ed esperti sulla terapia insulinica (come, quando e perché) e su come risolvere la “paura” dell’ipoglicemia.
Conduttore: Gerardo Medea
Partecipano:,   Salvatore Caputo,  Luciano Caraceni,  Basilio Pintaudi, Marco Passamonti, Francesca Caselani
Il diabete rappresenta la 2° causa (dopo l’ipertensione) per % assoluta di accessi  (5,5% del totale dei contatti) negli studi di medicina generale e la 1° a pari con le malattie ischemiche del cuore per numero medio di contatti anno per paziente (8,06 contatti \anno\paziente).
La prevalenza è in costante aumento (7,3% nel 2011) con punte fino 9-10% nelle regioni del sud Italia soprattutto a causa del costante aumento dei soggetti sovrappeso obesi che oramai coinvolgono quasi i 2\3 della popolazione.
L’ insulina rappresenta il cardine della terapia antidiabetica anche nel diabetico tipo 2 ed è inevitabile se naturalmente il paziente ha la fortuna di sopravvivere abbastanza a lungo per arrivare a questa tappa della cura.
E siccome, grazie ai farmaci e credo anche grazie alla buona assistenza fornita dai MMG italiani, le persone con diabete vivono sempre di più e sempre meglio, stanno aumentando i soggetti con DM2 in trattamento insulinico.
Motivo per cui è necessario che il MMG migliori le sue conoscenze e le sue capacità gestionali anche con questa categoria di farmaci… per necessità (l’aumento dei casi) e per opportunità. Infatti esistono oggi insuline che sia per modalità di somministrazione, che per farmacocinetica (e relativo rischio di ipoglicemia) hanno semplificato la gestione della terapia.
È incontestabile infatti che proprio la paura dell’ipoglicemia (del paziente … ma anche del medico) è stato uno degli ostacoli maggiori che hanno impedito o limitato il coinvolgimento dei MMG in questa importante aspetto della terapia.
Ma esistono oggi nuovi strumenti e conoscenze che permettono anche ai MMG una gestione molto più serena e tranquilla dell’insulinoterapia nel DM2.
Se ne discuterà ampiamente con gli esperti durante la sessione di lavoro.

Talk show: Non solo “emoglobina glicata”:  autocontrollo e titolazione dell’insulina come strumenti per ottimizzare l’efficacia e la safety della terapia nel diabete di tipo 2
Conduttore: Gerardo Medea
Partecipano:  Valeria Manicardi,   Franco Bruno Novelletto, Lorenzo Zanini  

La terapia con insulina basale, associata o no a ipoglicemizzanti orali, rappresenta un’opzione terapeutica efficace e sicura a garantire un controllo glicemico ottimale nei pazienti con diabete mellito tipo 2.
Il controllo glicemico ottimale consente di ridurre  il rischio delle complicanze della malattia.
Il medico di medicina generale (MMG) può iniziare egli stesso, in molti casi, la terapia con insulina e gestire le fasi  di titolazione dell’insulina e di follow-up, ponendo particolare attenzione all’informazione e alla tranquillità psicologica del paziente. E ne parleremo ancora durante questa sessione di lavoro.
Tuttavia affinchè il MMG possa gestire con sicurezza sia la fase della basalizzazione che il follow-up successivo sono necessari altri due ineludibili elementi:
il paziente deve effettuare l’autocontrollo domiciliare della glicemia (a digiuno e postprandiali) e il MMG deve saper interpretare i valori dell’autocontrollo e metterli in relazione con quelli dell’emoglobina glicata.
                Il dibattito con gli esperti e i MMG presenti sarà centrato proprio su questi due aspetti.
                  

Talk show: Processo alla Nota 13….abolirla è meglio che modificarla…ancora. Dibattito sulla nuova 13 e la sua applicazione nei diabetici e nei soggetti ad alto rischio CV (diabetici e dintorni) 
Conduce: Gerardo  Medea
Partecipano:  Carlo Giorda,  Saffi Giustini, Andrea Poli

La malattia aterosclerotica cardiovascolare (CVD) rimane la causa principale, a livello mondiale, di morte prematura. La CVD colpisce sia uomini che donne; di tutte le morti prima dei 75 anni in Europa il 42% è dovuta alla CVD nelle donne e il 38% negli uomini. Tutta la popolazione è seguita nelle Cure Primarie ed è consigliabile che lo screening per i fattori di rischio della CVD sia eseguito in questo setting.
Sul sito AIFA la dove si cerca di spiegare il significato e gli obiettivi delle note prescrittive sdi afferma: “Le Note limitative prodotte dall’Agenzia Italiana del Farmaco, sono uno strumento normativo volto a definire gli ambiti di rimborsabilità di alcuni medicinali. Originariamente pensate come strumento di governo della spesa farmaceutica, le Note sono progressivamente diventate un mezzo per assicurare l’appropriatezza d’impiego dei farmaci…”
Le Note AIFA sono uno strumento regolatorio che definisce alcuni ambiti di rimborsabilità dei farmaci senza interferire con la libertà di prescrizione del medico. Rappresentano, tuttavia, delle indicazioni che ogni medico deve obbligatoriamente rispettare per poter prescrivere alcuni farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale”.
Le note sono soggette ovviamente a continua revisione, ma tra tutte le note non c’è storia più travagliata di quella della nota 13 :  …tra revisioni, sostanziali modifiche, cambiamenti di rotta a 180° per quanto riguarda la valutazione del RCV, refusi,  ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato.

Ne discuteranno gli esperti con i MMG presenti  per valutarne l’applicabilità, l’appropriatezza,  e soprattutto che conseguenze ha avuto sulla salute dei nostri pazienti in prevenzione primaria e secondaria… anche per capire se la sua esistenza abbia ancora un senso…

Medici di MG o di “famiglia”…. “medici della complessità” … Il nuovo ruolo in un nuovo contesto sociale

di
Saffi Giustini e Paola Mandelli
medici di famiglia ASL n. 3 Pistoia; Modulo CCM Montale

Ci viene detto e raccontato in questi giorni di un autunno straordinariamente estivo, dentro un Congresso medico prestigioso, che i «medici della complessità per definizione sono quelli che si prendono cura della persona nella sua globalità e sono capaci di giungere a una diagnosi, anche la più complessa, grazie alla padronanza di conoscenze che spaziano in quasi tutte le discipline mediche».
Perbacco ci siamo detti eccoci qua considerando che i malati cronici e l’invecchiamento della popolazione costringono ogni sistema a rimodulare l’assetto organizzativo territoriale anche se con notevoli difficoltà, dato il momento di crisi generale.
Le malattie croniche hanno sostituito quelle acute come problema dominante per la salute, consumando il 78% dell’intera spesa sanitaria. Hanno cambiato il ruolo del medico (di famiglia), che da “unico” gestore della cura, diventa membro di un team multiprofessionale, in grado di elaborare il piano di cura e di assistenza che tenga conto della molteplicità dei bisogni, così come di garantire la continuità dell’assistenza.
Hanno cambiato il ruolo del paziente, che da soggetto passivo, diventa protagonista attivo della gestione del proprio stato di salute, assumendo comportamenti e stili di vita adeguati.
Il medico di famiglia non può più lavorare attraverso interventi “puntuali e tra loro scoordinati”, ma ha bisogno di chiedersi e di sapere, per esempio, quanti sono i pazienti con particolari patologie, le loro comorbilità, come essi sono trattati, se hanno raggiunto determinati obiettivi di salute, se hanno criticità gestionali (e quindi se corrono particolari rischi clinici) e tra essi quali sottogruppi generano costi elevati e\o comprimibili con una migliore strategia assistenziale.
Dal 2008 la Regione Toscana ha scelto il Chronic Care Model come modello per una organizzazione della rete di assistenza primaria, affidando all’interno delle cure primarie, al team medico di MG, infermiere esperto, medico di Comunità, il compito di educazione terapeutica del paziente e della famiglia, poiché maggiore è il bisogno di assistenza, maggiore deve essere lo sforzo fatto nell’aiutare il paziente ad essere “esperto” della propria salute e della gestione della propria patologia.
Nella logica di una gestione globale e non per patologia del cittadino affetto da comorbidità nel sistema di assistenza primaria attraverso la sanità di iniziativa e il CCM, si deve passare da un sistema assistenziale puntiforme e “passivo” ad uno costruito su forme di aggregazione territoriale di “proattive” che si facciano carico dei malati cronici cioè affetti da diabete, bronchite cronica, scompenso, ipertensione arteriosa in modo integrato con altre figure professionali all’uopo formate come infermieri, dietisti, fisioterapisti ed alcuni specialisti.
Questo modo di lavorare e di approcciare il malato nel suo contesto sociale, va a cercare in modo particolare quei malati più fragili anche a causa di disuguaglianze inerenti alla “gerarchia culturale / economica”.
Inoltre sposta il focus dell’assistenza dal personale medico a quello infermieristica, ovviamente appositamente formato. Ma è da tempo che nei paesi nordeuropei, come in nord america, nell’ambito delle cure primarie, la figura infermieristica sta diventando sempre più rilevante, soprattutto per le complesse modalità organizzative necessarie per la gestione delle malattie croniche. Tali condizioni richiedono infatti l’individuazione di percorsi prevedibili della storia naturale e quindi un approccio programmato, secondo una logica prevalentemente prognostica e preventiva, anziché sintomatica e attendista, come accade abitualmente.
In un recente documento del Canadian Academy of Health Sciences, “Transforming care for Canadians with chronic health conditions” [1], rappresenta un contributo importante e originale nella letteratura scientifica interessata alla gestione delle malattie croniche.
Per almeno due motivi.
1. sta emergendo un generale consenso internazionale sul fatto che per migliorare l’assistenza alle persone con condizioni croniche è necessario un approccio più ampio (a more comprehensive approach). “E’ necessario sollevare l’orizzonte del sistema sanitario dalla malattia alla persona e alla popolazione”.
2. Altro elemento è la composizione del panel di esperti incaricati di fornire al governo canadese le raccomandazioni sul tema: oltre a un nutrito e qualificato gruppo di esponenti canadesi, figurano nel panel i più importanti innovatori nel campo delle cure primarie: da Ed Wagner (MacColl Institute for Healthcare Innovation) a Raymond J. Baxter (Kaiser Permanente), con un contributo speciale di Barbara Starfield.
L’assistenza centrata sul paziente ha ormai dimostrato di funzionare anche in termini di risultati di salute.
Un’ampia letteratura raccolta nell’arco di oltre venti anni dimostra che questo approccio migliora la percezione di benessere del paziente, sia direttamente riducendo l’ansietà e la depressione, sia indirettamente promuovendo la fiducia e la coesione sociale.
Tutto ciò aumenta la capacità del paziente di affrontare le avversità legate alla malattia, di gestire meglio le emozioni e di navigare più efficacemente nei meandri del sistema sanitario[2]. I risultati di una più intensa comunicazione tra paziente e team assistenziale –sono stati studiati in una serie di ricerche che hanno dimostrato il raggiungimento di una serie di outcome, come il miglioramento della qualità della vita, una più lunga sopravvivenza, il contenimento dei costi assistenziali (es: minori accertamenti diagnostici, minori ricoveri ospedalieri[3] e la riduzione nelle diseguaglianze nella salute[4].
La nostra preoccupazione in vista dell’apertura di nuovi ospedali (si passa da 700 a 400 posti letto), che sarà per intensità di cura, è la mancanza sul territorio di strutture intermedie, soprattutto sanitarie. Infatti, l’analisi delle richieste dei cittadini (siamo passati per un medico con mille assistiti da 7mila contatti/anno del 2001 e oltre 11mila nel 2010) se da una parte evidenzia il ruolo sempre più strategico delle cure primarie all’interno del sistema sanitario, dall’altra ha avuto effetti pesanti sul carico di lavoro e di responsabilità che si è abbattuto sugli operatori di prima linea, in particolare i medici di famiglia.
Tutto questo e altro ancora ci offre l’opportunità di conquistare la leadership in una sanità che ancora non riesce a trovare una ricetta efficace, credibile in quanto spendibile e realizzabile nella lotta contro le malattie croniche. Una leadership necessariamente fatta di alleanze (con un ampio ventaglio di figure professionali e, prima ancora, con i propri assistiti) e della capacità di rendere conto con dati alla mano, in ogni momento, dei risultati del proprio lavoro (accountability).
Anche sulla spinta delle numerose riflessioni di B. Starfield, l’American College of Physicians ha approvato nel 2007 un Manifesto etico dal titolo “Pay- for-performance principles that promote patient-centered care” dove si legge: “Le misure di qualità dovrebbero rendere riconoscibile l’assistenza globale d’eccellenza. Esse devono premiare l’efficace gestione delle forme complesse di co-morbilità, venendo incontro ai bisogni di supporto e di comunicazione dei pazienti, garantendo la continuità dell’assistenza e gli altri elementi distintivi dell’assistenza globale. Tutti gli indicatori devono sostenere e valorizzare un’appropriata assistenza al paziente e la relazione medico-paziente”. I medici della “complessità” (attrezzandoli) volendo ci sono.
Fonti
1] Nasmith L, Ballem P, Baxter R, et al. Transforming care for Canadians with chronic health conditions: Put people first, expect the best, manage for results Ottawa, ON, Canada: Canadian Academy of Health Sciences, 2010
2] Jr Street RL , Makoul G, Arora NK, Epstein RM. How does communication heal? Pathways linking clinician-patient communication to health outcomes. Patient Educ Couns 2009 Mar;74(3):295-301.
3] Kate R et Al. Evidence Suggesting That a ChronicDiseaseSelf-Management Program Can Improve Health Status While Reducing Hospitalization. Medical Care 1999; 37 (1): 5-14.
4] Levinson W, Lesser CS, Epstein RM. Developing Physician Communication Skills For Patient-Centered Care. HEALTH AFFAIRS 2010; 29:7, 1310-17.

Proposta di studio SIMG - AMD - Farmacologia Messina - AIFA

Nell’ambito della ricerca indipendente sostenuta da AIFA, la Società Italiana di Medicina Generale, il Dipartimento di Farmacologia Clinica dell’Università di Messina e l’Associazione Medici Diabetologi Italiani hanno proposto un progetto di ricerca, strutturato come studio osservazionale prospettico, della durata di tre anni per la valutazione del monitoraggio intensivo dei farmaci ipoglicemizzanti nella normale pratica clinica.

Lo studio fornisce una fotografia dell’assistenza al malato con diabete di tipo II, tramite l'analisi delle prescrizioni e l'attenzione della medicina generale rivolta alle ADR dei farmaci prescritti. 

30° Congresso SIMG - Palazzo dei Congressi - Firenze

GIOVEDI’ 21 Novembre 2013

ore 15.00 – 16.00
Sessione 10
Palazzo dei Congressi – Sala Verde

Area Osteoarticolare                               
Moderatori: G. Mascheroni, R. Michieli

Sviluppo di un modello predittivo per l’identificazione del rischio di fratture in Medicina Generale
F. Lapi

Osteoporosi Severa: come definirla

M.L. Brandi

Il Medico Generale ha una importante affluenza in ambulatorio di malati con patologie osteoarticolari le quali implicano la frequente presenza di dolore cronico ed alterazioni funzionali fino all’invalidità, tali da essere definite malattie sociali. Per questo motivo il Medico Generale, grazie al rapporto continuativo e di fiducia con i propri pazienti, ha un ruolo cardine nell’approccio diagnostico e terapeutico delle malattie osteoarticolari, le quali possono spesso rappresentare un sintomo periferico di un coinvolgimento sistemico. Nell’ambito del congresso SIMG 2013 si parlerà proprio di problematiche legate al dolore osteoarticolare (oltre che al dolore in generale), individuando possibili soluzioni alle difficoltà legate all’età dei pazienti ed alle comorbilità.  La relazione si svolgerà permettendo un confronto tra il MG e lo specialista al fine di proporre nuovi modelli gestionali per  migliorare le conoscenze del Medico Generale su tematiche così frequenti.
Inoltre si parlerà di osteoporosi utilizzando una tecnica didattica certamente innovativa: Si realizzerà un “processo osteoporosi” dove interverranno varie figure mediche che simuleranno un processo da aula di tribunale con relazioni effettuate da Medici Generali e Specialisti nelle vesti del Pubblico Ministero, dell’Avvocato della difesa, dei  giurati, di una giuria esterna (rappresentata dalla partecipazione della platea) ed infine del giudice.  In questo nuovo modello congressuale si metteranno in evidenza tutte le difficoltà gestionali della problematica osteoporosi e del suo rischio di frattura, proprio grazie a questo gioco di ruoli da aula di tribunale dei Medici Generali e specialisti.

venerdì 8 novembre 2013

Assistenza Domiciliare. Una risposta per la qualità



La SIMG intende conoscere chi e come i nostri colleghi assistono a domicilio.

D’accordo con Maria Stella Padula che lo ha ideato e lo promuove inviamo per l'area Cure Domiciliari il questionario online contenente domande utili ad acquisire le informazioni sui cui poi costruire una risposta per offrire una assistenza domiciliare "equa" per tutti i pazienti.

La SIMG potrà supportare questo cambiamento perchè le nuove organizzazioni come le AFT e le Case della Salute possano collegarsi anche alle "case " dei nostri pazienti e alle loro famiglie, perchè questo fino ad ora non è contemplato. Si parla solo delle organizzazione degli studi. Vorrei poter utilizzare le risposte ed avviare una discussione al Congresso.
Il questionario è compilabile dal sito