FLASH NEWS

a cura della Segreteria Organizzativa Nazionale SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie

venerdì 31 gennaio 2014

Psoriasi: corsi a Napoli



Una patologia fortemente invalidante che compromette la qualità della vita, condizionando la sfera sociale e lavorativa; è questo il ritratto della psoriasi, di cui nel nostro paese si stima siano affetti circa 2,5 milioni di persone. Sull' elevato disagio legato ai sintomi pesa anche la frustrazione derivante dalle terapie topiche tradizionali che, in cambio di una risoluzione di breve durata, impongono trattamenti laboriosi che spesso vincolano il paziente ad estenuanti medicazioni ed influiscono negativamente sull'aderenza. Il 60% degli psoriasici non ha mai usato terapie topiche e circa un terzo si autoprescrive il trattamento; molti pazienti utilizzano addirittura shampoo anti-forfora al posto delle terapie specifiche indicate.
In base a queste considerazioni la SIMG Napoli e la COMEGEN hanno strutturato un percorso di formazione/ricerca che evidenzi eventuali inappropriatezze nella gestione di tale patologia.
Sono previsti due incontri accreditati ECM (7crediti) il primo dei quali si terrà  martedì 11 febbraio 2014 ed il secondo  martedì 25 febbraio 2014  alle ore 19.30  presso la sede COMEGEN in Viale Maria Bakunin, 41 (Parco S. Paolo)                     80126 NAPOLI.



Riferimento: Gaetano Piccinocchi - 337855746 - piccinocchi.gaetano@simg.it

Conoscenza della legge 38 (Rete dolore) - questionario conoscitivo

Vai al questionario (clicca qui)

martedì 28 gennaio 2014

DEPENDENTIA: Progetto Nazionale SIMG per la cura delle dipendenze

DEPENDENTIA: Progetto Nazionale SIMG per la cura delle dipendenze

Corso Master di I livello in Cure palliative

SONO APERTE LE ISCRIZIONI (fino al 3/2/2014)  al 14° Corso Master di I livello in Cure palliative dell'Università degli Studi di Milano ( a.a. 2013-2014). 

Per quanto riguarda gli ECM  il Master prevede l’acquisizione di 60 CFU (esonerando dall'acquisizione di crediti ECM per l'intero 2014 per medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, fisioterapisti)


Responsabilità convenzionale per il Medico Generalista



Sostenibilità economica degli utenti in alcune patologie croniche




il medico di medicina generale e lo specialista si incontrano :il paziente con steatosi epatica



Martedì 4 febbraio

Sala A. D'avanzo   Via Lunigiana 257 La Spezia

corso di aggiornamento per medici di medicina generale

  "  il medico di medicina generale e lo specialista  si incontrano :
                                                                                        il paziente con  steatosi epatica  "

ore 20,30 patogenesi,  fattori di rischio della steatosi

ore21,30 iter diagnostico e nuovi strumenti diagnostici non invasivi  (studio VARES)
                
ore 22,00  comorbilità e fattori di  aggravamento della steatosi, quando l'invio allo specialista .

ore 22,30 strategie di prevenzione e trattamento  in medicina generale

ore 23,00 discussione


Dott. L. Sanna  mmg  a.d.f.
Prif.ssa  S. Artioli direttore s.c. Malattie Infettive osp S. Andrea

La diagnostica strumentale e le nuove opportunità terapeutiche nella gestione del paziente con BPCO



Corso,  per 20 partecipanti, in sala informatica, con 20 postazioni  dotate di pc con installato demo Millewin e Millegpg

La Spezia, 11  febbraio 2014  sala informatica gp ligurnet

ore  17,00
Introduzione al corso , modalità operative cartella informatica millewin e millegpg
            Dott. C. Rossi

ore 17,30
inserimento casi clinici, funzioni base cartella clinica Millewin e Millegpg
dott. L. Sanna

ore18,00
la gestione integrata del paziente : interfaccia cartella millewin   medicina di base--asl 5
aspetti operativi
Dott. F. De Michelis  responsabile  informatica asl 5 spezzino

ore 18,45
( strumentazione in sala per parte interattiva)
il ruolo della  diagnostica strumentale nella BPCO .
spirometria e pulsossimetro 
Dott. F. Fabiano

ore 19,45
(parte interattiva con lavoro dei discenti su cartella informatica)
caso clinico: il percorso diagnostico del paz con BPCO
 tutors parte informatica Dott. Sanna  Dott. Rossi
consulenza specialistica Dott F. Fabiano

ore 21  buffet freddo

ore 21,15
nuove opportunità terapeutiche nella prevenzione delle riacutizzazioni della BPCO
Dott F. Fabiano

ore 22,00
parte interattiva con lavoro dei discenti su cartella informatica:
caso clinico: gestione terapeutica paziente con  BPCO
 tutors parte informatica Dott. Sanna  Dott. Rossi
consulenza specialistica Dott F. Fabiano

martedì 21 gennaio 2014

Sondaggio sulle malattie dell'apparato digerente


SIMG,  SNAMID, METIS e laSezione di Studio “Malattie Digestive in Primary Care” della SIGE, Società Italiana di Gastroenterologia, hanno condiviso la necessità di realizzare  un’indagine conoscitiva sull’interesse dei Medici Medicina Generale per le malattie dell’apparato digerente. Pertanto hanno realizzato, di comune intesa, un breve questionario conoscitivo che ha come obiettivo la consultazione della comunità dei colleghi MMG  e di valutare quali delle tematiche proposte siano di maggior interesse e possano essere approfondite all’interno di un percorso  di formazione integrata e condivisa per i MMG da programmare in un prossimo futuro.
Il questionario anonimo, semplice e di rapida compilazione  è stato redatto con la finalità di ottenere un rapido sondaggio di preferenza sui principali argomenti di Gastroenterologia da parte di tutti i MMG, che potranno graduare le loro priorità sui temi dando un punteggio progressivo di interesse .
Questa iniziativa, per la prima volta, vede la partecipazione di tutte le principali società scientifiche della Medicina Generale Italiana e della Società Italiana di Gastroenterologia, che, in base ai dati del sondaggio, potranno proporre attività di formazione dedicate alla MG sulle principali problematiche riferite alle malattie dell’apparato digerente. E’ importante per i Medici di Famiglia poter esprimere le preferenze sui temi proposti, in modo tale da garantire una attività formativa integrata e partecipata sulle malattie digestive, un’area di patologia localizzata essenzialmente nelle Cure Primarie e nella medicina d’iniziativa.
I MMG potranno partecipare collegandosi  al link

Metodo Stamina : confusione tra compassione e cura compassionevole Giulio Corgatelli - Coordinatore Gruppo Etica SIMG

Premessa
Quello che si sente dai giornali televisivi in questi ultimi tempi è una cosa a dir poco sconvolgente. Si parla di cellule staminali .. di guarigioni miracolose .. e si confondono le idee degli spettatori parlando di “trattamento terapeutico” quando in realtà si tratta di un “metodo Stamina” ancora oggi “controverso” ideato (o come lo hanno definito) inventato dal Prof. Davide Vannoni, laureato in lettere e filosofia (non in Medicina e Chirurgia), professore associato di Psicologia Generale presso il corso di laurea in filosofia dell’Università di Udine, fondatore dell’Associazione “Stamina  Foundation Onlus”. [1]
Fino ad oggi il “metodo Stamina” non è ancora stato validato attraverso una procedura scientifica che ne attesti la sua efficacia.[2]
Sempre fino ad oggi il prof. Vannoni non ha pubblicato, su riviste scientifiche, nessun tipo di articolo sul “metodo stamina” e sembra addirittura che la registrazione del brevetto, che afferma di aver già fatto, in realtà sia una menzogna in quanto è in stand-by per alcune “lacune” su “eccezioni” sollevate da chi lo deve valutare.[3] Ricordo inoltre che l’illustre prof. Umberto Veronesi in un articolo comparso sul Corriere della Sera del 9 luglio 2013 sostiene che “il caso sta ripercorrendo l’iter delle vicende del Siero di Bonifacio e del Caso Di Bella“ dove le sperimentazioni furono avviate sotto “la spinta della piazza" piuttosto che da criteri scientifici.[4]
Per chi non ricorda cosa fossero il siero di Bonifacio e la cura Di Bella si può affermare che il primo era un composto a base di feci ed urina di capra (brevettato poi con il nome di Oncoclasina) ricavato da animale macellato a cui veniva aggiunto un terzo di acqua bidistillata e dopo 48 ore, filtrato e sterilizzato, veniva iniettato al malato ogni 48 ore; il secondo cioè il Metodo Di Bella (MDB) consisteva nell’utilizzo di somatostatina per infusione, bromocriptina, ciclofosfamide, melatonina ed adenosina (inventata dallo stesso Luigi Di Bella) e da un complesso vitaminico composto da retinoidi, vit. E, C e D.[5]
Aggiungerei anche una considerazione fatta da Luigi Ripamonti sul Corriere della Sera che dice “I malati sono le vere vittime dell’opacità del caso Stamina.
Quando si tratta di scienza, se applicata all’uomo, non basta fare quello che si dice, bisogna anche dire quello che si fa.” [6]

Compassione e Cura compassionevole
Faccio una “filosofica” premessa solo per cercare di spiegare quanto scriverò dopo.
La compassione è un sentimento individuale che ognuno di noi può provare ed è in grado di percepirlo in modo emozionale, trasferendo la sofferenza dell’altro su di sé, generando pena e il desiderio di alleviarla. A questo concetto spesso è associato quello di empatia che comunemente è utilizzato in medicina per descrivere un rapporto che è caratterizzato dall’impegno di comprendere l’altro, escludendo ogni atteggiamento personale di tipo affettivo come la simpatia o l’antipatia e ogni giudizio morale. Nel progetto educativo pedagogico di Rousseau la compassione serve per sviluppare nell’adolescente una formazione morale facendogli vivere esperienze di condivisione di sofferenze degli altri. [15] Anche David Hume condivise questa teoria adducendo che tutte le nostre attività razionali e morali hanno una comune origine nei sentimenti. [16]
Il filosofo israeliano Khen Lambert elabora nel 1957 la “Teoria della Compassione Radicale” che considera il cambiare la realtà come imperativo morale a scopo di alleviare il dolore degli altri. [17,18] Questo stato d’animo, secondo la teoria, è radicato nel profondo della natura dell’uomo e non è mediato dalla cultura e sta alla base delle rivendicazioni storiche di cambiamento sociale.
“Ho notato che la compassione, soprattutto nella sua forma radicale, si manifesta come un impulso.
Questa manifestazione è in netto contrasto con le teorie di Darwin (…che era convinto che l’evoluzione includesse la presenza e il radicamento del senso morale e sociale, della collaborazione e della compassione…) che riguardano l’istinto di sopravvivenza, come determinanti il comportamento umano, e con la teoria freudiana del principio del piacere, che respinge qualsiasi apparentemente naturale tendenza da parte degli esseri umani ad agire contro i propri interessi.” [19]
Per cura compassionevole o uso compassionevole di un farmaco si definisce la possibilità di utilizzare a scopi di cura medicine o terapie in genere per le quali non è stata ancora completata la fase di sperimentazione. Ciò vale per farmaci o terapie sia italiani che esteri che siano privi dell’autorizzazione all’immissione in commercio (A.I.C.) rilasciata dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Il Decreto Ministeriale dell’8 maggio 2003 [20] ne garantisce le regole e in breve sintesi questi farmaci possono essere richiesti alla ditta produttrice per uso al di fuori della sperimentazione clinica ma devono essere forniti a titolo gratuito. La valenza etica in questo caso esiste. Questo perché è in corso una sperimentazione clinica validata da un comitato etico e se ancora non conclusa, i dati emergenti sono a netto favore del trattamento (di solito in doppio cieco) rispetto al placebo. Pertanto il razionale è quello di consentire ai pazienti, che non hanno alcuna opportunità terapeutica, di avere benefici in termini di salute rispettando il favorevole rapporto rischio/beneficio. In questi casi è obbligatorio il consenso scritto del paziente (consenso informato) che viene predisposto e validato dal comitato etico che ha autorizzato la sperimentazione. In questo specifico caso del “metodo Stamina” non sono stati pubblicati dati secondo un protocollo sperimentale in doppio cieco, ma si è giunti alla cura compassionevole solo attraverso la pressione dell’opinione pubblica, la libertà del concetto di “compassione” e non quello di “cura compassionevole” esercitato da chi si sente autorizzato ad applicarlo non considerando i principi di benevolenza e di serietà della professione che i laureati in medicina e chirurgia hanno come obbligo etico/deontologico.
Non si tratta di pretendere un diritto ma si vuole solamente far presente che i concetti di giustizia nei confronti di tutti i pazienti più o meno sfortunati nella malattia di cui soffrono devono rispondere a un uguale concetto di adeguata distribuzione delle risorse a disposizione. Questo è un concetto molto anglosassone ma in questi momenti di “vera crisi” avvertita da tutti i nostri strati sociali è un parametro da tenere bene in considerazione.
… e l’Etica (medica e non) in tutto questo dove sta?
Vorrei riprendere i quattro principi della bioetica e propongo ai lettori una mia riflessione sugli stessi non entrando in merito alla vicenda fin qui presentata.
1. Principio di autonomia
2. Principio di beneficenza/non malevolenza
3. Principio di giustizia
4. Principio d’integrità morale (delle professioni in generale) [21]

1. Principio di autonomia.
Questo principio è rivolto a chi soffre (di una malattia, di un’ingiustizia, ecc…) ed esige il rispetto da parte di chi ascolta delle richieste fatte dal sofferente che le formula in maniera libera e non condizionata. Nell’ambito medico o di malattie in genere, il principio di autonomia viene esercitato anche in funzione di una corretta informazione sulla malattia e sui mezzi terapeutici, lasciando al paziente la libertà di scelta di optare per una cura o l’altra o addirittura di rifiutarla. Viene anche definito “principio di non infantilizzazione” del paziente.
2. Principio di beneficenza/non maleficenza
In generale questo significa fare il bene del soggetto rimuovendo l’ingiustizia o la malattia e se possibile non generando altri danni o condizioni di disagio (in medicina: primum non nuocere).
3. Principio di giustizia
E’ necessario che vengano valutate le cosiddette conseguenze sociali (ossia gli effetti positivi o negativi su terzi) di una decisione presa nell’interesse di chi ha subito o subisce un’ingiustizia (disagiato o malato) e che ricadono in maniera equa sulla collettività sia vantaggi che svantaggi, sia benefici, sia oneri semplici o complessi (immediati, futuri, a lunga scadenza) che derivano dall’azione attuata (nel caso medico una terapia, un’indagine, o altro).
4. Principio d’integrità morale professionale
Questo ha un significato di “rispetto” delle proprie convinzioni morali e deontologico -professionali che possono essere interpretate come il primo principio ribaltato però sul professionista. In sintesi se il professionista decide di agire secondo scienza e coscienza cioè adottando criteri di evidenza scientifica che pur dimostrati non sono condivisi dal soggetto, il professionista stesso può astenersi dall’esaudire la richiesta anche dietro compenso perché manca una verifica sperimentale.
 
Conclusioni
Lascio volutamente a chi legge la possibilità di esercitare il giudizio di presenza o assenza dei principi sopra esposti e di poter formulare se lo ritiene necessario la propria “teoria etica” che giustifichi i principi stessi e li ordini, magari, con priorità differenti (es: prima l’integrità o la giustizia) ma ciò gli permetterà di descrivere il modello di medicina in cui crede e comunque sarà in grado di distinguere in modo chiaro le azioni buone da quelle cattive.

[Tratto e riassunto dal documento completo in sito simg http://www.simg.it/attivita/aree-cliniche/area-etica/]

venerdì 17 gennaio 2014

Corso sul Dolore a Napoli



Il problema clinico "dolore" ha raggiunto proporzioni di grande rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse sanitarie e sociali, impatto sui servizi di cure primarie e specialistiche ed è attualmente un problema di salute pubblica considerato prioritario. Peraltro proprio nell'approccio al controllo del dolore cronico sono disponibili oggi  farmaci e tecnologie anche molto costose per il cui utilizzo risulta indispensabile, per il MMG, disporre di una "buona bussola" per la scelta giusta.
Il Progetto Ministeriale per le Cure Palliative e la Terapia del Dolore, alla cui progettazione e realizzazione la SIMG ha partecipato dapprima contribuendo alla stesura della legge 38/2010, successivamente con il recente documento d'intesa sui criteri di accreditamento tra Stato e Regioni del luglio 2012  e, attualmente, con la presenza nella Commissione Regionale di due soci della COMEGEN, mira ad assegnare al MMG un ruolo fondamentale nella gestione del problema "dolore".
Considerata l'attualità e centralità della problematica la SIMG Napoli e la COMEGEN, in collaborazione con Alfa Wassermann, hanno strutturato un percorso di formazione/ricerca che si terrà  giovedì 06.03.2014 ore 19.30 presso la sede COMEGEN in Viale Maria Bakunin,  41 (Parco S. Paolo) 80126 NAPOLI.

 
Riferimento: Gaetano Piccinocchi - 337855746 - piccinocchi.gaetano@simg.it