FLASH NEWS

a cura della Segreteria Organizzativa Nazionale SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie

lunedì 26 ottobre 2015

giovedì 22 ottobre 2015

LA SIMG: “DIRE SI AI VACCINI, UN IMPEGNO ETICO PER MEDICI E PAZIENTI”


COMUNICATO STAMPA

Il presidente Claudio Cricelli: “L’importanza delle immunizzazioni fa parte del bagaglio culturale e professionale di ogni clinico. Come società scientifica ci impegniamo a raddoppiare il tasso di copertura per l’influenza tra i medici di Medicina Generale e tutta la popolazione adulta nei prossimi due anni.”


Roma, 22 ottobre 2015 - “L’efficacia e la sicurezza dei vaccini sono supportate da solide evidenze scientifiche. Fanno parte a pieno titolo del bagaglio culturale e professionale del Medico Generale. Ci impegniamo ad intraprendere, insieme alle altre Associazioni scientifiche interessate, ogni azione volta a riaffermare e a promuovere le vaccinazioni nella popolazione, anche con nuove e opportune attività di comunicazione di massa”. La  Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) riafferma così l’impegno dei suoi iscritti alla pratica vaccinale attiva dopo le ultime polemiche sull’utilità e la sicurezza delle immunizzazioni antiinfluenzali e l’annuncio del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di sanzionare i medici che sconsigliano i vaccini. “Le immunizzazioni hanno un valore universale e rappresentano il più importante strumento di prevenzione delle malattie infettive e di salvaguardia della salute pubblica - sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG -. Hanno determinato l’eradicazione di  terribili malattie quali il vaiolo e la polio. La SIMG considera l’impegno dei suoi iscritti a vaccinarsi come elemento di altissimo valore etico e morale da portare a testimonianza e magistero nei confronti di tutti i medici di Medicina Generale, della comunità scientifica, della Società tutta del nostro Paese. Un impegno scientifico, professionale ed etico che ci porta a promuovere e diffondere la ricerca, la corretta informazione e lo sviluppo di strumenti professionali con la finalità di una più ampia diffusione delle vaccinazioni nell’adulto. Innalzare il  tasso di copertura vaccinale nella propria popolazione di assistiti – evidenzia Cricelli – rappresenta un obiettivo professionale prioritario dei medici della SIMG che negli anni si sono dotati di  appositi strumenti professionali, in grado di favorire tale azione. Noi ci impegnano a vaccinarsi ogni anno nei confronti dell'influenza stagionale e a raccomandare la vaccinazione ai Colleghi e al personale di studio. In questo momento, si assumono un impegno preciso: raddoppiare il tasso di copertura vaccinale per influenza tra i medici di Medicina Generale nei prossimi due anni” .

lunedì 5 ottobre 2015

Questionario sul trattamento di stili di vita e ipertensione per i medici di medicina generale


Cari colleghi,
vi invitiamo a compilare un questionario di pochi minuti volto ad esplorare il rapporto tra stili di vita, ed in particolare consumo di alcolici, ed ipertensione. 
Grazie
Fare click sul link:

sabato 3 ottobre 2015

Il nuovo Organigramma SIMG eletto dall'Assemblea Nazionale il 25/09/ 2015:


Presidente:                 Claudio Cricelli

Vice presidente:        Ovidio Brignoli

Tesoriere:                  Gaetano Piccinocchi

Segretario:                 Raffaella Michieli

Segretario organizzativo: Riccardo Agati

Segretario scientifico: Pierangelo Lora Aprile

Responsabile politico del CNDR: Maurizio Cancian

Responsabile ufficio di presidenza: Alessandro Rossi

Responsabile dell’alta scuola: Damiano Parretti

Responsabile ricerca: Gerardo Medea

Responsabile politiche giovanili: Alberto Magni

Responsabile comunicazione: Lucio Zinni

Responsabile sede nazionale: Mauro Ruggeri

Responsabile rapporti con i sindacati: Luigi Galvano

Lettera del Presidente SIMG Claudio Cricelli alle Istituzioni Sanitarie Italiane

Per chi non conosca tecnicamente il problema, il Decreto cosiddetto Appropriatezza può apparire dotato di luci e ombre.
Punire i medici infedeli, traditori del sistema, iperprescrittori, ignoranti e sperperatori del denaro pubblico, in un epoca giustizialista come la nostra affascina molti.

Gli stessi che intravedono trame oscure ed interessi sospetti. Il ministro annuncia tredici miliardi di risparmi, attraverso incomprensibili alchimie di calcolo, lasciando capire che sia stato sperperato per ignoranza, incuria e menefreghismo, circa il 15% della dotazione sanitaria.

Altri temono invece una illecita ingerenza nella discrezionalità prescrittiva dei medici, lesiva della salute del paziente e affidata alla burocratica incompetenza di elenchi di prestazioni simili a liste di proscrizione e gestite dai soliti implacabili burocratici che, incapaci di pagare meno e risparmiare su inutili sprechi, infieriscono sulle cose più semplici da tagliare da sempre: farmaci e prestazioni inappropriate.

Sopra a tutti sta il governo e il MEF: il loro compito è trovare risorse a qualunque costo e senza guardare in faccia nessuno. Chiedono ad ogni ministero di suggerire i risparmi. Non importa approfondire i problemi: semplicemente è un problema delegato alle Regioni ed alle Asl. Al massimo il governo detterà le linee di armonizzazione che sono comunque strategicamente evidenti. Garantiamo quello che possiamo permetterci. Tutto il resto lo pagheranno i cittadini. Con l’eccezione dei meno abbienti, che però verranno selezionati non solo sulla base del reddito ma anche del patrimonio. Il rischio è che ormai molti non abbienti sono diventati quasi ricchi in virtù di una catapecchia di proprietà.

 

Diciamolo francamente: occorre una pausa di serena riflessione che suggerisca una soluzione equilibrata e soprattutto garantisca la tutela della salute, della qualità dei professionisti nel rispetto delle risorse disponibili.
Coniugare queste esigenze è impossibile per l’economia macro, quella che fa i conti sintetici e non ha tempo e strumenti per intervenire sui processi di dettaglio come le cure di ciascun cittadino e di ciascun medico.
Abbiamo provato a suggerire che ormai pesare i risultati della cura di ciascun processo clinico e dei relativi costi, non solo è possibile ma è anche semplice. Queste soluzioni che migliaia di medici utilizzano tutti i giorni non interessano al politico e all’amministratore. Troppo difficile e complicato valutare caso per caso, intensità per intensità complessità per complessità. L’economista è atterrito da milioni di incomprensibili decisioni cliniche, prescrizioni di farmaci ed esami.
 
L’economia politica si occupa di impatti macro. Del reto non si occupa più. Si chiede agli “esperti” la maggior parte dei quali non ha mai visto un paziente dal vivo, di indicare, pro veritate, lo spreco, il superfluo, l’inutile, lo sperpero, il dissipato. Chi non si adegua paga. In questo caso – forse – i medici.
 
Dalla medicina difensiva alla medicina astensiva. Il medico si difenderà astenendosi, esprimendo la più sbagliata delle reazioni. Nessuna delle due soluzioni è propria della buona medicina. Non prescrivo troppo per paura della reazione del paziente, e non nego le prestazioni solo per paura della sanzione.
Io medico vero ho una sola altra strada obbligata da percorrere. Me la indica la scienza, la ricerca l’epidemiologia, lo studio e l’analisi dei miei comportamenti.
La strada della qualità fondata sulle conoscenze e sull’analisi dei comportamenti e dei risultati ottenuti è l’unica via, quella maestra che non ammette scorciatoie.
E’ una strada che tutela tutti, medici cittadini e politici, dalla sempliciotta protervia della falsa economia politica.
 
Non ci sono altre vie percorribili. Gli scioperi non servono a nulla, soprattutto non scacciano paure e timori. Le minacce non scuotono l’economista abituato ai cinismi della politica. Quest’ultima ricca di argomentazioni contro i medici che hanno facile presa sul giustizialismo imperante dei cittadini.
Solo uno strumento possiamo usare tutti noi, medici, cittadini, associazioni, politici di qualità, la Fnomceo, i sindacati, le Società Scientifiche: la strada forzata, starei per dire forsennata della qualità della accontabilità, della verifica dei risultati clinici ottenuti euro per euro, paziente per paziente.
 
E ancora mostrare le mani pulite, smontare le tesi complottistiche di chi vede i medici collusi con chi vende farmaci e prestazioni.
Contestare il CSS e il Ministro? Ci vuol poco. Ma spiegare, tentare di essere ascoltati, riproporre per l’ennesima volta percorsi e strumenti di verifica della qualità delle prestazioni, questo sì che è difficile.
Dire alla professione tutta che un tempo è concluso e che da ora in poi il rispetto va guadagnato, con l’onestà il lavoro e la trasparenza dei comportamenti è l’unica opzione che rimane a tutti i noi, facendola finita con le dichiarazioni roboanti, con i proclami e le minacce. Dette dai medici, suscitano reazioni infastidite e sollevamento di spalle.
 
Tuttavia, se tanto mi dà tanto non ci riusciremo neanche questa volta. Timoroso della citazione, oserei dire parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. Il cuore di questo popolosi è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi.
 
Allora vorrà dire che si salvi chi può. Chiameremo a raccolta chi accetta questa logica di alto profilo professionale. Blinderemo la professione entro un fortino di evidenze, dati, outcomes, evidenze di appropriatezza e qualità pesabile.
 
Non conosco e non conosciamo altre ricette.Chiamiamo a raccolta e lanciamo un appello alla Comunità Scientifica di questo Paese perché raccolga questa sfida senza proclami con una straordinaria capacità di dimostrare che questo Paese può essere cambiato con la forza non opponibile della scienza e della buona professione.
 
Claudio Cricelli
Presidente Simg

Congresso SIMG Teramo - Slow Medicine "Dalla Choosing wisely alla slow medicine - Dall'etica del fare di più all'etica del fare meglio - Appropriatezza delle cure e bisogni dei cittadini"